Il futuro è negli insetti

07/05/2017

Nonostante la giornata fredda e umida il pubblico del Festival ha riempito la Loggia de Grano di Mantova per ascoltare Laura Gasco, professoressa presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università di Torino che studia gli insetti come potenziale fonte alimentare. Già al giorno d’oggi quasi due miliardi di persone nel mondo mangiano regolarmente insetti. Si prevede che la popolazione globale raggiungerà i 10 miliardi entro il 2050, e questo aumento sarà accompagnato da una crescente richiesta di carne, latticini e pesce. Queste prospettive ci pongono di fronte alla necessità di trovare sistemi più efficienti per produrre il cibo che mangiamo. Nei paesi industrializzati si potrebbe ridurre il consumo di carne (che potrebbe anche fare bene alla salute), ma l’aumento è previsto soprattutto nei paesi in via di sviluppo, in cui le richieste alimentari sono sempre più simili a quelle del mondo occidentale. Altre possibilità sarebbero il miglioramento dell’efficienza della filiera field to fork, la carne sintetica e la ricerca di fonti proteiche alternative. Secondo Laura Gasco, “gli insetti rappresentano una delle possibili strategie da usare per rendere la produzione di carne e pesce più sostenibile e a minor impatto ambientale.”
 
Ma perché proprio gli insetti? Gli allevamenti di insetti hanno un minor impatto ambientale rispetto agli allevamenti tradizionali e producono meno emissioni di gas serra responsabili del riscaldamento globale. Occupano molto meno spazio e hanno elevati indici di conversione di energia perché sono animali a sangue freddo. In più “possono essere allevati con scarti derivati dall’agricoltura o dalla lavorazione di altri alimenti, risolvendo allo stesso tempo il problema dello smaltimento dei rifiuti organici e della produzione di alimenti proteici”. Come dimostrato da diversi progetti portati avanti da Laura Gasco in diversi paesi poveri, gli allevamenti di insetti si possono portare avanti con successo anche nei paesi più poveri grazie ai limitati investimenti che sono richiesti.
 
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