La grande sfida dell’agricoltura tra scienza e politica raccontata da Nina Fedoroff

06/05/2017

Nel contesto del Teatro Scientifico di Bibiena, la biologa molecolare di fama mondiale Nina Fedoroff ci accompagna lungo la storia dell’uomo e del suo rapporto con il cibo e l’agricoltura. Dopo una lunga storia da cacciatori-raccoglitori, abbiamo iniziato a selezionare e modificare le piante e gli animali secondo le nostre esigenze. La nascita dell’agricoltura ha permesso ai primi contadini di produrre cibo a sufficienza per mantenere non solo la propria famiglia, ma anche gruppi di persone che non lavorassero direttamente nei campi. Guerrieri, religiosi e politici, che nel giro di poco tempo hanno dato vita alle prime società strutturate. Qualche migliaio di anni più tardi, con la rivoluzione verde, la produzione di fertilizzanti di sintesi e l’introduzione dei macchinari agricoli, c’è stata un’altra svolta epocale della storia dell’umanità che ha portato ad una crescita demografica senza uguali. Oggi, la crescita non si è fermata e i consumi mondiali continuano ad aumentare. La necessità di rendere l’agricoltura più sostenibile e la minaccia dei cambiamenti climatici ci pongono di fronte a una sfida senza precedenti.  L’idea di produrre più cibo usando meno acqua, meno terra, meno energia e meno prodotti chimici sembra quasi impossibile. Secondo Nina Fedoroff, richiederà una nuova rivoluzione “doppiamente verde” basata sulle tecniche molecolari e genetiche che permettono in maniera precisa e veloce di modificare piante e animali secondo le nostre esigenze. Anche se tutti ne parlano, in pochi sanno veramente di cosa si tratti quando si parla di organismi geneticamente modificati. Gli OGM più “tradizionali” contengono materiale genetico proveniente da altri organismi che viene inserito tramite il batterio Agrobacterium tumefaciens, naturalmente capace di trasferire parte del proprio DNA all’interno delle piante. Se si trova un tratto agronomico interessante in una pianta, come per esempio la resistenza a una malattia, è possibile trasferirne il gene responsabile in un'altra in maniera specifica e veloce.
 
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